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Come Operatori Sanitari dell'Ospedale di Rimini esprimiamo una ferma opposizione alla recente escalation di violenza nella Striscia di Gaza.
In seguito al brutale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Israele ha attuato una risposta militare inaccettabile, che ha comportato una gravissima crisi umanitaria, violando di fatto il diritto all'accesso alle cure ai civili.
Nel sottolineare la netta presa di distanza dall'attacco terroristico di Hamas, dove hanno perso la vita 1.139 persone, tra cui 6 operatori socio sanitari, esprimiamo profondo biasimo nei confronti della reazione militare israeliana, che ha causato oltre 29 mila vittime in meno di quattro mesi. Gli attacchi indiscriminati perpetrati ad ospedali, ambulanze e luoghi di cura, hanno portato alla morte di 374 operatori sanitari dal 7 ottobre 2023 al 1 Gennaio 2024. Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) solo 16 dei 36 ospedali a Gaza sono ancora in funzione, ed alcuni solo parzialmente. Il bersagliamento di strutture mediche, l'uccisione e il rapimento di personale sanitario è deprecabile e merita un’assoluta condanna.
Il diritto internazionale umanitario protegge le strutture sanitarie e gli operatori che vi lavorano da interferenze e attacchi durante i conflitti armati. La decisione da parte di uno Stato Sovrano di colpire militarmente un luogo di cura viola quanto stabilito e sottoscritto nelle quattro Convenzioni di Ginevra del 1949. Questi regolamenti possono lecitamente essere contravvenuti in situazioni eccezionali, ad esempio quando una struttura medica viene utilizzata per commettere atti a sostegno del conflitto e non correlati alla sua funzione umanitaria, ma ciò non prescinde dalla condizione inderogabile che il “danno collaterale” di qualsiasi attacco debba essere proporzionale al previsto vantaggio. Qualsiasi attacco, seppur lecito, non giustifica l’elusione di una norma imperativa: gli ospedali e gli operatori sanitari devono essere protetti dalla guerra. I numeri precedentementi esposti sconfessano questa regola.
Ci opponiamo ad ogni forma di impedimento all'accesso a beni di prima necessità per i civili e all’approvvigionamento di medicinali e materiale sanitario per gli ospedali. L’assenza di attrezzatura minima rende impossibile la cura dei feriti e di chi necessiti di trattamenti medici per patologie croniche o acute non correlate all’evento bellico. Vogliamo siano garantite le missioni umanitarie. L’OMS afferma che delle 29 missioni programmate nelle prime due settimane di gennaio, solo 7 sono state autorizzate.
Sollecitiamo la Comunità Internazionale a condannare queste violazioni e a lavorare per stabilire corridoi sicuri per gli aiuti medici e la cura dei civili e giungere quanto prima ad una pace duratura. È necessario un intervento urgente per prevenire ulteriori perdite di vite umane, garantire il diritto alla salute e la sicurezza di tutti gli operatori sanitari impegnati in quei territori.
Ci uniamo al coro globale di solidarietà espressa a livello planetario alla comunità medica e sanitaria di Gaza, che rischia la vita per fornire assistenza in condizioni ormai proibitive. I nostri pensieri vanno alle famiglie di coloro che hanno perso la vita e a tutti coloro che soffrono a causa di questo conflitto.
#Rimini4Gaza nasce per sostenere i diritti e la sicurezza del personale sanitario e dei civili nelle zone di conflitto.
I FIRMATARI:
Dr Maddalena Bitondo U.O. Anestesia e Rianimazione